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Pagine Gialle e directory aziendali: quali servono ancora e quali evitare

Le Pagine Gialle oggi sono PagineGialle.it, l’elenco online delle attività italiane di Italiaonline: la scheda base è gratuita, si crea con la partita IVA e conviene averla, ma non sostituisce il Profilo dell’attività su Google, che resta la prima vetrina di un’attività locale. Le altre directory valgono quanto i clienti che le usano: poche, gratuite, con dati identici ovunque. Quelle che chiedono soldi per un’«iscrizione» vanno quasi sempre rifiutate.

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La redazione di FindMyCompany
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6 min

In cifre

49.500

ricerche mensili di «pagine gialle» in Italia

ricerche su PagineGialle nel 2025, secondo l’editore
111 milioni
sanzione AGCM a un falso «portale imprese» (bollettini ingannevoli)
120.000 €
Volume: dati Google Ads tramite OpenSEO, Italia, ottobre 2026. Ricerche: dato dichiarato da Italiaonline sulla pagina di iscrizione, non verificato da terzi. Sanzione: Camera di Commercio di Genova, pagina «Attenzione alle truffe», letta il 30/10/2026.
Indice 6 sezioni

Cosa sono oggi le Pagine Gialle

«Pagine gialle» è cercato 49.500 volte al mese in Italia: per molti è ancora il modo di trovare un idraulico o il numero di un negozio. L’elenco cartaceo ha lasciato il posto a PagineGialle.it, gestito da Italiaonline, dove ogni attività può creare un Profilo Azienda. Secondo la pagina di iscrizione, rivendicare online la tua attività con informazioni base come insegna, indirizzo, orari, foto e breve descrizione è completamente gratuito e senza limiti di tempo.

Cosa serve e cosa succede dopo, secondo la stessa pagina:

  • La partita IVA è obbligatoria, e la presenza è unica: potrai registrare una sola attività, con un controllo sull’univocità della partita IVA.
  • I dati richiesti: comune attività, nome attività, telefono attività, via, numero civico, sito web (facoltativo), tipo attività (categoria), partita IVA, dati del proprietario (nome, cognome, mail), numero di cellulare per la validazione tramite codice di verifica via SMS.
  • Una sola iscrizione viene pubblicata su PagineGialle, PagineBianche, TuttoCittà, le pagine locali di Virgilio e PgCasa, web e mobile, non sull’elenco cartaceo. PagineBianche quindi non è un’iscrizione in più: è lo stesso modulo.
  • Le offerte a pagamento di Italiaonline servono ad aumentare la visibilità dentro questi portali. Sono pubblicità su PagineGialle, non un posizionamento su Google.

Italiaonline dichiara 111 milioni di ricerche effettuate sui suoi portali nel 2025. È un dato dell’editore, non verificato da terzi, ma dice che l’elenco ha ancora un pubblico: un motivo sufficiente per avere una scheda gratuita corretta.

Cosa danno le directory alla SEO locale

Google spiega che i risultati locali si basano principalmente su pertinenza, distanza e popolarità. La notorietà (che la guida chiama «evidenza») si basa anche su informazioni come il numero di siti web che rimandano alla tua attività e il numero di recensioni. Una scheda su una directory seria è uno di quei siti che rimandano alla tua attività: conta, ma è un segnale tra molti, non un acceleratore.

Il secondo effetto è più concreto: la coerenza. Google scrive che «Le attività con informazioni complete e accurate hanno maggiori probabilità di essere visualizzate nei risultati di ricerca locale.» Un vecchio numero di telefono su PagineGialle, un indirizzo di prima del trasloco su un’altra directory: sono informazioni contraddittorie per Google e chiamate perse per te.

Il terzo è il più semplice: alcune persone cercano direttamente lì, o su Mappe di Apple dall’iPhone. Nessuna directory compra però un posto su Google per te: non è possibile richiedere o acquistare un posizionamento migliore nei risultati di ricerca locale.

Le directory che contano in Italia, in ordine

Per una piccola attività locale, questa lista basta. Si fa in un pomeriggio e poi si aggiorna solo quando cambia qualcosa.

  1. Profilo dell’attività su Google: viene prima di tutto il resto, perché alimenta Google Maps e i risultati locali. Verificalo e compilalo per intero.
  2. PagineGialle (e quindi PagineBianche, TuttoCittà, Virgilio): un solo Profilo Azienda gratuito con la partita IVA. Controlla prima se esiste già una scheda della tua attività e rivendicala invece di crearne una seconda.
  3. Apple Business, per Mappe di Apple: il vecchio Apple Business Connect ora si chiama Apple Business, e Apple lo annuncia come servizio gratuito disponibile in oltre duecento paesi e regioni. La promessa è chiara: «Rivendica la tua posizione su Mappe in modo che milioni di clienti possano mettersi in contatto con la tua impresa.» Le schede già rivendicate su Business Connect sono state trasferite automaticamente.
  4. Bing Places for Business, il servizio di Microsoft per la scheda su Bing e Bing Maps: è poco lavoro una volta che i dati sono pronti, e chiude il giro dei grandi motori e delle mappe.
  5. L’albo o l’elenco della tua professione, se ne hai uno: per il Codice civile (art. 2229) la legge determina le professioni intellettuali per l’esercizio delle quali è necessaria l’iscrizione in appositi albi o elenchi. Per avvocati, commercialisti, architetti, ingegneri o geometri, l’albo dell’Ordine è il posto dove un cliente può verificare chi sei: controlla che i tuoi dati siano aggiornati come il resto.
  6. Le directory del tuo settore che i clienti usano davvero: associazione di categoria, consorzio, marchio di qualità, portale del tuo comune o della tua zona. Una per motivo reale, non dieci per accumulare link.

Directory a pagamento: perché evitarle

Due tipi di offerte arrivano a quasi tutte le partite IVA, e nessuna delle due serve. La prima vende «link» o iscrizioni in decine di directory sconosciute per «migliorare la SEO». Google le cita tra gli esempi di link spam: «Link di siti di directory o social bookmarking di bassa qualità», insieme all’acquisto o vendita di link per scopi di ranking. Nel migliore dei casi non servono a nulla; nel peggiore, violano le norme di Google sullo spam.

La seconda è il bollettino ingannevole. La Camera di Commercio di Genova descrive lo schema: organizzazioni con nomi simili a quelli degli enti pubblici offrono, in apparenza gratuitamente, l’iscrizione in banche dati, registri, albi e ruoli e chiedono alle imprese di inserire i propri dati in moduli con la dicitura che il firmatario si obbliga a versare, solitamente per più anni, un importo annuale per l’iscrizione. L’AGCM ha sanzionato con 50.000 € il «Casellario Unico Telematico Imprese» e con 120.000 € il «Portale imprese» per l’invio di bollettini di questo tipo. Tali proposte sono completamente estranee agli adempimenti previsti per legge nei confronti del Registro Imprese e della Camera di commercio.

  • Prima di firmare, la Camera di commercio invita a leggere attentamente il testo dell’offerta ricevuta prima di apporre la propria firma; prestare attenzione alle scritte riportate in caratteri più piccoli.
  • Se la comunicazione non viene dalla Camera di commercio, l’impresa può effettuare una segnalazione all’Autorità Garante della Concorrenza e del mercato. L’AGCM ha pubblicato anche un vademecum per le imprese, «Io non ci casco!».
  • Le offerte a pagamento delle directory vere (spazi in evidenza, pacchetti di visibilità) sono pubblicità: valutale come una campagna, con un costo per contatto, non come «SEO».

Il nostro parere

Per un artigiano o un piccolo studio, PagineGialle va fatta una volta, gratis e bene, e poi dimenticata fino al prossimo cambio di telefono o di indirizzo: non è lì che si gioca la visibilità locale. Noi partiremmo dal Profilo dell’attività su Google e da una pagina chiara sul proprio sito, poi PagineGialle, Apple Business e l’albo, in quest’ordine. Il piano di visibilità a pagamento proposto al telefono lo rimanderemmo finché non si sa quanti contatti porta già la scheda gratuita. E un bollettino che parla di «iscrizione obbligatoria» non lo pagheremmo mai prima di aver chiamato la propria Camera di commercio.

La redazione di FindMyCompany

Domande frequenti

Iscriversi a PagineGialle è gratis?

Sì. Secondo PagineGialle, rivendicare l’attività con le informazioni di base (insegna, indirizzo, orari, foto, breve descrizione) è gratuito e senza limiti di tempo. Serve la partita IVA. A pagamento sono solo le offerte di visibilità di Italiaonline.

PagineGialle aiuta a posizionarsi su Google?

Un poco, indirettamente. Google indica che la notorietà di un’attività si basa anche sul numero di siti che rimandano a essa e che informazioni complete e accurate aiutano a comparire nei risultati locali. Una scheda corretta su PagineGialle contribuisce a entrambe le cose, ma pesa molto meno del Profilo dell’attività su Google.

Devo iscrivermi anche a PagineBianche?

No, è lo stesso modulo. Secondo PagineGialle, i dati del Profilo Azienda vengono pubblicati su PagineGialle, PagineBianche, TuttoCittà, le pagine locali di Virgilio e, per i servizi per la casa, PgCasa.

Come compaio su Mappe di Apple?

Con Apple Business, il nuovo nome di Apple Business Connect: rivendichi la posizione della tua attività e controlli logo, orari, immagini e informazioni principali. Apple lo presenta come servizio gratuito.

Mi è arrivato un bollettino per l’iscrizione a un registro delle imprese: devo pagare?

Verifica prima chi lo manda. La Camera di commercio segnala organizzazioni con nomi simili ai suoi che offrono un’iscrizione in apparenza gratuita e poi vincolano a un pagamento annuale per più anni. Queste proposte non hanno nulla a che fare con gli obblighi verso il Registro delle imprese; in caso di dubbio chiama la tua Camera di commercio e, se è un raggiro, segnalalo all’AGCM.

Conviene comprare un pacchetto di iscrizione a cento directory?

No. Google elenca i link da directory di bassa qualità e l’acquisto di link per il ranking tra gli esempi di spam. Meglio poche directory che i tuoi clienti usano davvero, con dati identici ovunque.

Fonti

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